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Semifinali Coppa Italia

Semifinali Coppa Italia

Juve- Napoli, Lazio- Roma: due sfide da far gelare il sangue nelle vene, da quale vi aspettate di più? 

Simone (Twitter:@Simonecc_): Juve-Napoli come agonismo e Lazio-Roma come gioco.
Sarà importante vedere se il Napoli riuscirà a invertire la tendenza e reagire.

Andrea (Tw: @Ahvd93): Juve-Napoli dovrebbe essere la sfida più equilibrata, con il ritorno al San Paolo destinato ad esaltare i partenopei. Il derby capitolino invece, seppur sempre affascinante, rischia di essere sbilanciato verso la formazione di Spalletti, nel miglior momento della stagione.

Luca (Tw: @lucarava6): Juve - Napoli, un po' per una questione di fede, un po' perché si scontra quello che a detta di tutti fino a due partite fa era "il miglior gioco della SerieA" e una delle squadre più organizzate e complete. Guarderò anche Lazio - Roma perché un derby è sempre un derby.

GabrieleG(Tw:@GabriGianuz): Juve Napoli è sicuramente una partita dal tasso tecnico ed emozionale elevato, però penso che…

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La caduta dei giganti

La caduta dei giganti

Si è chiusa con il posticipo di ieri sera quest’ultima giornata dove tutte le grandi sono cadute. Chi sotto i colpi delle rivelazioni chi sotto quelli delle ormai solide realtà.

Germani Basket Brescia - Sidigas Avellino (91-87): si parte con il botto con l’anticipo delle 12.00, la Leonessa ha la meglio sulla seconda forza del campionato. Il match rimane in equilibrio per tutta la sua durata con i padroni di casa che sembrano poter tenere sotto controllo il risultato, concedendo qualcosa solo nel secondo quarto (21-27.) “Solita” partita di Landry, che continua a confermarsi capocannoniere del campionato (26pt conditi da 7r e 3a). A dare una mano alla causa altri quattro uomini di Brescia in doppia cifra: Moore (13pt), Luca e Michele Vitali (14pt e 11pt) e l’evergreen Moss (12pt ai quali si aggiungono 7r, 4 rubate e 5a). Per la Sidigas si distinguono Randolph (25pt), Ragland (21pt, 6a) e Fesenkoin doppia doppia (16pt,…

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Recap e presentazione della 20^ giornata

Dopo due settimane di assenza torniamo con un breve recap di ciò che è successo nell’ultima giornata, la 19^ o 4^ di ritorno, prima della pausa per le Final Eight di Coppa Italia.

Vittorie per tre delle prime quattro in classifica: EA7 (Milano–Brescia 93-79) che porta a casa il derby lombardo, Sidigas (Avellino-Pesaro 79-62) e GrissinBon (Venezia-Reggio Emilia 73-74). Sassari tiene il passo degli emiliani battendo Cantù (80-65), mentre Capo D'Orlando lo cede (Capo D’Orlando-Trento 63-71) a causa di una sorprendente Dolomiti Energia che mantiene ancora l’imbattibilità nonostante la trasferta siciliana decisamente ostica, aggancio avvenuto per i trentini. Pistoia vince lo scontro diretto con Caserta (77-64), ma la notizia di giornata è il tonfo pesantissimo di Torino a Cremona (117-82), vittoria schiacciante per l’ultima della classe che riesce finalmente ad agganciare -e scavalcare a causa degli scontri diretti- Varese che perde a Brindisi (80-58).

Ecco la classifica aggiornata alla 19^:…

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O Rei do Futebol

O Rei do Futebol

Descrivere quello che probabilmente è stato il più grande calciatore di tutti i tempi dovrebbe essere una cosa semplice. Ecco, questo è quello che pensavo prima di mettermi davanti a questo foglio bianco per cercare di creare un ritratto che rendesse, anche solo in minima parte, l’idea della grandezza di questo calciatore. Partire con la solita storia, in rigoroso ordine cronologico sarebbe stato troppo scontato, fare un elenco delle sue vittorie banale oltre che lunghissimo, allora ho deciso di partire con delle notizie che magari non conoscono tutti ma che aiutano nel creare un ipotetico sfondo su cui posizionare la figura di Pelé.

Partiamo dal nome, Edson Arantes do Nascimento, che ci consente di spiegare due dati interessanti: il nome Edson fu dato in onore di Thomas Edison (inventore della lampadina) non per un amore nella scienza e nel progresso tecnologico della sua famiglia, ma semplicemente per ringraziare chiunque avesse…

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La verità - AO 2017

Ora che è finito l'entusiasmo, ora che hanno smesso di scrivere i giornali,
quelli che se non è calcio non è in prima pagina,
ora che sul carro del vincitore siamo così pochi in attesa di farci di nuovo stretti,
cosa ci rimane dell'Australian Open?

Roger Federer ha sconfitto se stesso, i suoi fantasmi, le sue paure.
La chela mancina, il calo fisico, la maratona ai 5 set, l'occhio di falco, Nadal.

L'ha fatto quando battere tutti gli altri non gli sarebbe bastato
per elevare se stesso da giocatore a leggenda, sullo sfondo blu di Melbourne, scrivendo un capitolo,
forse un epilogo,
perfetto alla sua storia.

Il medical timeout, il break subito, le tantissime occasioni sprecate per recuperare e poi passare in vantaggio
sono un finale al confine tra una pellicola e la vita vera, al punto che, finito il torneo,
ci si alza dalla propria postazione
come quando si è finito di leggere un libro o un film particolarmente profondo.

La verità è che anche Federer, consapevole della proprietà superiorità tecnica e fragilità fisica,
si era dato 2-3 anni per tornare al trionfo.
La verità è che questo successo ci avvicina di un passo ben più grande di quanto crediamo al ritiro.
Al punto che forse, nei pochi minuti tra i salti di gioia adolescenziali e la consegna della coppa,
Federer ci avrà pensato,
di salutare lì,
di chiudere su uno sfondo blu,
a Melbourne o alle Finals di Londra.
Quando in lacrime si inchina davanti alla rete al centro del campo,
pensa a questo.
E invece si limita a dire
“Spero di vedervi il prossimo anno, e se così non fosse, sarà stato magnifico”,
salvo poi rassicurare tutti alla cerimonia del giorno successivo.
Prego gli scettici di continuare a chiedersi perchè continui,
ma vi prego,
se non lo vedete nei suoi occhi,
provateci almeno guardando il suo rovescio.
La verità è che a 37 anni un giocatore di tennis che hai battuto 13 volte su 16, Ivan Ljubicic,
può insegnarti tanto e sbagliava chi pensava il contrario,
proprio come sbagliava chi dava Wawrinka come non pervenuto dopo i primi due set della semifinale.
La verità è che un Nadal così è un po' più vicino a Federer, per l'amore per lo sport che sì, è anche suo, e che, da tifoso di Federer,
tifare Nadal oggi mi sembra molto più semplice, per il trasporto e la passione dello spagnolo,
che interpreta il gioco in maniera così diversa dal mio favorito.
I complimenti degli amici nei giorni successivi, come se il torneo l'avessimo vinto noi contro di loro,
mi fanno pensare che Federer e Nadal abbiano saputo portare il tennis ad una rivalità che esiste negli altri sport solo nel calcio,
tenendo però lontane le illazioni delle tifoserie e la violenza verbale delle critiche.
L'eleganza, i complimenti, quel modo di parlare alla premiazione così ovattato dal blu della Rod Laver Arena e spezzato solo dagli applausi,
vengono prima di tutto.

Il bacio di Mirka, il ritorno di Federer a Zurigo, sempre con il trofeo tra le mani,
sono i simboli del ritorno di chi ha provato a se stesso che il mondo, almeno una gran parte di esso, si sbagliava.
La verità è che sarebbe stato bellissimo chiudere il libro e vederne la copertina blu di Melbourne,
ma sarebbe perfetto poterlo sfogliare, ancora un po'.
Perchè la verità è che il dolore serve, proprio come serve la felicità.

 

prova33

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